Per anni mi sono analizzato cercando una spiegazione a certi miei comportamenti. La trovavo sempre negli stessi posti: l’infanzia complicata, i genitori separati, l’aver dovuto lavorare troppo presto. Spiegazioni comode, in fondo. Vere, probabilmente, ma incomplete. Mancava sempre qualcosa, un pezzo che facesse quadrare tutto il resto.
Poi un test online e un libro hanno cambiato prospettiva. Fino a quel momento avevo sempre cercato le cause nel passato: cosa mi ha reso così? La domanda giusta era un’altra: perché faccio quello che faccio?
La Scintilla
Devo ringraziare la mia cara amica Cecilia per questo. È stata lei a farmi fare il test dell’Enneagramma su Truity e a regalarmi un libro sull’argomento, sapendo che non mi sarei fermato lì, che sarei andato a scavare. Il risultato diceva Tipo 3 con Ala 2. “Il Realizzatore”, lo chiamano alcuni. Una persona orientata al successo, che misura il proprio valore in base ai risultati. L’ala 2 aggiungeva una sfumatura di altruismo, quel bisogno di aiutare gli altri che però, a guardarlo bene, nascondeva qualcos’altro: il desiderio di essere apprezzato in cambio.
Leggendo la descrizione mi sono riconosciuto in molti tratti, ma soprattutto mi si è accesa una lampadina su qualcosa che non avevo mai messo a fuoco. Per anni mi ero raccontato che lavoravo tanto per paura della povertà. Una spiegazione razionale, accettabile, quasi nobile. Ma la verità era diversa, e l’Enneagramma me l’ha sbattuta in faccia senza troppi giri di parole.
Facevo mille cose perché, in fondo, pensavo che gli altri mi volessero bene solo se ottenevo successi. Che il mio valore dipendesse da quello che producevo, non da quello che ero.
Ho rifiutato questa lettura all’inizio. Non si addiceva alla mia “immagine” (già questo avrebbe dovuto farmi riflettere). Ma più passava il tempo, più i pezzi andavano al loro posto.
Il Pezzo Mancante
C’era però qualcosa che non tornava. Le descrizioni del Tipo 3 dipingono una persona sempre determinata, sicura di sé, capace di raggiungere qualsiasi obiettivo si prefigga. Io invece mi ritrovavo spesso a dubitare, a fermarmi proprio quando l’obiettivo era a portata di mano, a sabotarmi con domande che non avevano risposta.
E se questa cosa non funziona? E se non piace a nessuno? E se faccio una figuraccia?
Ho pensato che forse l’Enneagramma non funzionasse davvero. Eppure alcune intuizioni erano così precise da non poter essere casuali. Così ho iniziato a leggere, a studiare, a parlare con altre persone dei loro profili. Facevo fare a tutti il test su Truity per poi discuterne insieme. Ma molti faticavano con l’inglese, altri si bloccavano quando alla fine dovevano pagare per leggere il risultato completo. La curiosità si spegneva lì.
A quel punto la domanda è venuta naturale: potevo costruire qualcosa di simile in italiano? Le competenze tecniche le avevo, e l’idea di creare uno strumento utile per altri mi attraeva almeno quanto quella di capire meglio me stesso. Sembrava il modo perfetto per approfondire l’argomento. Certo, poteva finire come tanti altri progetti: passioni sfrenate che poi passano, e avanti la prossima. Oppure poteva andare diversamente, come NetflixLovers, nato come programmino personale per trovare documentari e che oggi viene usato da due milioni di persone l’anno.
La svolta è arrivata quando ho iniziato a testare le domande su me stesso. Oltre al Tipo 3, emergeva una forte componente di Tipo 6: quella tendenza al dubbio, all’ansia per il futuro, alla ricerca costante di sicurezza. Nel test di Truity questo dato c’era, visibile nel grafico, ma veniva completamente ignorato perché la teoria tradizionale prevede solo un tipo principale e un’ala.
Quando ho messo insieme i due pezzi, tutto ha trovato senso. Il Tipo 3 mi spingeva avanti, il Tipo 6 mi tirava indietro. Uno voleva brillare, l’altro aveva paura di cadere. Lavorando per altri riuscivo a superare i dubbi perché il senso di responsabilità prevaleva. Ma nei progetti personali quei dubbi avevano campo libero, e spesso vincevano.
Chi mi conosce dice che faccio mille cose in ambiti diversi. La verità è che ne avrei fatte duemila senza quella voce che mi frenava. Un Tipo 3 frustrato di non essere abbastanza 3: c’è qualcosa di ironico in questo, e riuscire finalmente a riderne è stato liberatorio.
L’Idea di un Test Diverso
Capire l’influenza del Tipo 6 sulla mia personalità è stata la vera svolta. Non un momento di illuminazione mistica, ma qualcosa di più pratico: finalmente avevo una mappa completa, con tutte le strade e anche i vicoli ciechi.
Ho iniziato a chiedermi se altri potessero trarre beneficio da un approccio simile. Un amico che tutti identificavamo come Tipo 9, per esempio, non sembrava rispecchiare le caratteristiche delle ali tradizionali. Quando ha fatto il mio test, è emerso Tipo 9 con forte influenza del Tipo 5, ma nessuna delle ali. Quella combinazione lo descriveva molto meglio di qualsiasi etichetta standard.
Prima di rendere pubblico il test l’ho fatto provare a centinaia di persone: amici, colleghi, amici di amici. Ogni feedback serviva a rifinire le domande, a calibrare i pesi, a scrivere profili che fossero davvero riconoscibili. Un lavoro lungo, fatto di revisioni continue e conversazioni che mi hanno insegnato quanto sia varia e sfaccettata la personalità umana.
Così il test ha preso la sua forma attuale. Non sono uno psicologo, non sono un coach certificato, non ho titoli da esibire. Sono una persona che ha trovato nell’Enneagramma uno strumento prezioso per capirsi meglio, e che per caso aveva anche le competenze tecniche per costruire qualcosa di utile. Sviluppo software da quasi trent’anni, ho lavorato su progetti internazionali e per i brand più noti. Potevo mettere queste capacità al servizio di qualcosa che mi stava a cuore.
Il test che ho creato considera il tipo principale, l’eventuale ala, e un possibile tipo secondario. Offre centinaia di combinazioni diverse: molte più delle nove o diciotto dei test tradizionali, anche se comunque meno di quante ne servirebbero per catturare davvero la complessità di ognuno di noi. Per questo, quando ho tempo, creo profili completamente personalizzati per amici e conoscenti, che tengono conto di tutte le sfumature emerse dal test. So che questo approccio non rispecchia la teoria tradizionale dell’Enneagramma. È una mia interpretazione, basata su osservazioni personali e su centinaia di conversazioni con chi ha fatto il test. Niente di più, ma neanche niente di meno.
Quello che mi Scrivono
Ad oggi il test è stato completato da oltre 25 mila persone, con un punteggio medio di 4,5 su 5. Ma i numeri contano fino a un certo punto. Quello che mi colpisce sono i messaggi che ricevo.
“Mi sento svelata. Nel poco tempo dedicato al test siete riusciti a penetrare nel profondo del mio essere.”
“Credevo di essere un Tipo 2, ma il profilo che proponete è molto più corrispondente.”
“Il risultato più fedele di tutti i test fatti in precedenza. Perché non si può essere solo di un tipo.”
“Sono una professoressa accreditata di Enneagramma. Mi è piaciuto molto il risultato che aggiunge l’influenza del mio Tipo 5.”
“Mi ha fatto vedere cose che non sapevo di me.”
Quando qualcuno mi scrive “finalmente tutto torna”, so esattamente cosa intende. È la stessa sensazione che ho provato io anni fa, quando il puzzle si è completato.
E Adesso?
Il test è solo un punto di partenza. Sapere chi sei è utile, ma la domanda che viene dopo è ancora più importante: e quindi? Cosa faccio con questa consapevolezza?
È la domanda che mi fanno più spesso, e per molto tempo non ho avuto una risposta soddisfacente. Indicavo libri, suggerivo percorsi, ma mancava qualcosa di strutturato, qualcosa che accompagnasse davvero le persone nel passaggio dalla comprensione al cambiamento.
Sto lavorando proprio a questo. Un’area del sito dedicata alla crescita personale, con materiali, video, percorsi pensati per chi vuole andare oltre il “bello, mi riconosco” e iniziare a lavorare su di sé. L’idea di base è semplice: non si tratta di cambiare chi sei, ma di levigare quello che già c’è. Usare i punti di forza del tuo tipo invece di combatterli, riconoscere le trappole prima di caderci, trasformare la consapevolezza in strumento quotidiano.
Non ho tutte le risposte. Quello che ho è un percorso iniziato anni fa con una domanda scomoda, e la voglia di condividere quello che ho imparato lungo la strada.
Se sei arrivato fin qui, probabilmente anche tu stai cercando qualcosa. Forse una conferma, forse una direzione, forse solo la sensazione di essere capito. Il test può essere un primo passo. Non ti dirà chi devi diventare, ma potrebbe mostrarti da dove parti. E a volte, sapere da dove parti è già metà del viaggio.
Scopri chi sei veramente!
Ti bastano meno di 10 minuti per scoprire quale Tipo sei.
Con il nostro test potrai avere infatti un quadro completo della tua personalità, che ti aiuterà a migliorare in tutti gli aspetti della tua vita.